Ti sei mai sentita invisibile?
Non invisibile in modo evidente. Invisibile in modo più sottile.
Come quando parli e vieni fraintesa. Come quando ti adatti per evitare tensioni. Come quando anticipi i bisogni degli altri e non sai più riconoscere i tuoi.
Forse oggi sei una donna autonoma, competente, capace. Funzioni. Lavori. Ti prendi cura delle relazioni. Eppure dentro senti una stanchezza difficile da spiegare. Una tensione che non sai nominare. La paura di essere “troppo” o “non abbastanza”.
Spesso questa fatica non nasce nel presente. Nasce molto prima.
Ha a che fare con qualcosa di semplice e fondamentale: il rispecchiamento.
Cos'è il rispecchiamento?
Pensa a una madre che guarda il suo bambino negli occhi mentre sorride. Il bambino risponde al sorriso, sentendosi riconosciuto. Questo è il rispecchiamento: un atto profondo di validazione emotiva.
Alice Miller lo descrive così: "Nel bambino che ha la fortuna di crescere con una madre capace di rispecchiarlo, può sorgere una sana autostima." Non si tratta di avere genitori perfetti, ma di avere qualcuno che riconosca e accolga i nostri stati d’animo.
Ora, prenditi un istante: quando è stata l’ultima volta che ti sei sentita davvero capita, nel profondo?
Se questa domanda ti mette a disagio, non preoccuparti. Esistono strade per riscoprire quel senso di riconoscimento.
Le ferite invisibili: conseguenze del mancato rispecchiamento
Immagina un bambino che esprime tristezza e riceve in risposta frasi come: "Non c'è niente di cui essere tristi" oppure "Smettila di fare storie". Oppure una bambina che manifesta entusiasmo per un disegno e si sente dire: "Bello, ma avresti potuto farlo meglio."
Questi piccoli messaggi si accumulano nel tempo, creando un senso di inadeguatezza. Senza uno specchio emotivo che rifletta il nostro valore, possiamo sviluppare:
- Difficoltà nel riconoscere e accettare le nostre emozioni.
- Una voce interiore critica che ci svaluta continuamente.
- Problemi nelle relazioni, perché cerchiamo disperatamente approvazione o temiamo il rifiuto.
Ripensa alla tua storia: Quanto di ciò che senti riguardo te stessa è davvero una tua scelta e quanto ti è stato imposto?
Il rispecchiamento nel lavoro corporeo
Nel lavoro con le terapie espressive, il rispecchiamento non è un’interpretazione simbolica. È un’esperienza regolativa.
Il tuo movimento viene osservato senza essere corretto. Non deve essere bello. Non deve essere armonioso. Non deve convincere nessuno.
Se il corpo si chiude, quella chiusura viene riconosciuta. Se si espande, anche quell’espansione viene accolta.
Questo tipo di presenza permette al sistema nervoso di abbassare la vigilanza. Quando non devi più adattarti o performare, il corpo può iniziare a sentire.
E sentire non è un atto romantico. È un atto di riequilibrio.
È la possibilità di accorgerti, mentre accade, di una tensione, di un trattenimento, di un impulso.
Non per cambiarlo subito. Ma per riconoscerlo.
Una piccola esplorazione
Puoi fare un esperimento semplice.
Mettiti davanti a uno specchio. Non per giudicarti. Non per correggerti.
Osserva il tuo volto per qualche secondo. Poi nota cosa accade nel corpo.
Si irrigidisce? Si ritrae? Si aggiusta automaticamente?
Fai un piccolo movimento spontaneo. Alza una spalla. Inclina la testa. Sposta il peso.
Non chiederti se è giusto. Chiediti solo: cosa sento mentre lo faccio?
Il rispecchiamento inizia così: quando non cerchi di piacerti, ma inizi a percepirti.
Tornare a sentirsi
Non possiamo riscrivere l’infanzia.
Ma possiamo osservare come quella storia continua a vivere nel corpo di oggi.
Ogni volta che ti adatti troppo. Ogni volta che ti trattieni. Ogni volta che perdi il tuo ritmo per seguire quello di qualcun altro.
Tornare a sentire significa riportare attenzione lì dove l’hai tolta per restare in relazione.
Se riconosci questa dinamica nella tua vita, il lavoro corporeo può essere uno spazio in cui iniziare a esplorarla con gradualità.
Non per diventare diversa. Ma per abitare con più presenza ciò che già sei.
Riferimenti Bibliografici
Miller, A. (1996) Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé. Riscrittura e continuazione.