Una crisi non è la fine della tua storia.
È un momento in cui ciò che ti ha sostenuto finora può non bastare più e chiedere di essere ripensato.
Può accadere nel lavoro, nella coppia, con un figlio che cresce, un genitore che invecchia, una perdita. Ti accorgi che non ti riconosci più del tutto nel modo in cui vivevi prima, mentre un modo nuovo fatica a prendere forma.
La teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson ci offre una chiave per leggere questi passaggi. Descrive otto stadi, dall’infanzia alla vecchiaia, ciascuno caratterizzato da una sfida evolutiva. Possiamo tradurle in domande vicine all’esperienza quotidiana:
Posso fidarmi? Posso fare da me? Posso prendere iniziativa? Posso imparare e sentirmi capace? Chi sono? Posso legarmi a qualcuno senza perdermi? Di che cosa desidero prendermi cura e che cosa voglio trasmettere? Come riconoscere il valore del mio cammino?
Sono domande che riguardano il rapporto con noi stessi e con gli altri. Possono diventare particolarmente importanti quando la vita cambia.
A volte, in questi passaggi, ci si sente come in una crisalide: da fuori sembra che non accada nulla, mentre dentro qualcosa si sta riorganizzando. Ci si sente fermi, confusi, e viene da pensare di essere inadeguati. Sentire questa fatica non significa esserlo. Può esserci qualcosa che chiede di essere compreso, anche quando è difficile dargli un nome.
In una famiglia le domande sono più d’una, nello stesso momento. Un adolescente cerca di capire chi è, un genitore si interroga su ciò che desidera ancora coltivare, i nonni guardano alla propria storia e ai cambiamenti del presente. Ognuno è in un punto diverso del proprio cammino, e ciò che accade a una persona risuona nelle altre.
Alcune difficoltà possono ripresentarsi nel tempo: nel fidarsi, nel sentire di avere un posto, nel costruire vicinanza. Possono influenzare le relazioni e il modo in cui esprimiamo ciò che sentiamo. Le esperienze successive possono però riaprire queste domande e offrire occasioni per comprenderle e affrontarle in modi diversi.
È da qui che comincia il nostro lavoro: capire quali domande questo momento apre per te e come si intrecciano con quelle delle persone importanti nella tua vita.
Partiamo dalla tua resilienza: le risorse che hai sviluppato, le esperienze che ti hanno sostenuto e i legami su cui puoi contare.
Coltiviamo insieme la tua creatività: la possibilità di dare forma, colore e movimento a ciò che ancora non ha nome, osservare la tua esperienza da prospettive nuove e sperimentare risposte diverse.
A volte il percorso aiuta a trovare una direzione. Altre volte, come nelle perdite ambigue, aiuta a vivere con domande che restano aperte.
ReCrea è uno spazio per dare ascolto alle domande della tua vita e della tua famiglia, con qualcuno accanto.