Ti è mai capitato di pensare:
“Questa cosa l’ho già vissuta.”
“Pensavo di averla superata.”
“Non capisco perché mi succede di nuovo.”
Magari cambia la persona, cambia il lavoro, cambia la città, cambia la tua età, ma la sensazione è la stessa.
Ti ritrovi di nuovo nello stesso punto: gli stessi dubbi, la stessa paura, la stessa fatica di scegliere, la stessa sensazione di non sapere dove andare.
E allora ti viene da pensare che stai tornando indietro.
Che non stai crescendo.
Che non hai imparato niente.
Ma forse il problema è un altro.
Forse immaginiamo la vita nel modo sbagliato.
La vita non è una linea retta
Siamo abituati a pensare alla vita come a una linea retta.
Dietro il passato, davanti il futuro. E noi che dobbiamo andare avanti, superare, lasciarci le cose alle spalle.
Come se crescere significasse non tornare mai più sugli stessi problemi.
Eppure l’esperienza delle persone racconta un’altra cosa.
Molte persone hanno la sensazione di tornare sugli stessi punti della loro vita.
Per questo a me piace dire che la vita non assomiglia a una linea retta.
Assomiglia molto di più a una spirale.
La spirale della crescita
In una spirale non si va solo avanti.
A volte si sale, a volte si scende, a volte si ha la sensazione di tornare indietro.
Ma quando torni in un punto che ti sembra già visto, in realtà non sei più la stessa persona di prima.
Se la vita ti riporta davanti a una certa paura, a una certa scelta, a una certa ferita, a una certa domanda, non è perché non hai imparato abbastanza.
Spesso è perché adesso puoi guardare quella cosa con occhi diversi, con più esperienza, con più consapevolezza.
Crescere non significa non tornare più sugli stessi punti.
Crescere significa tornarci in modo diverso.
I passaggi della vita
Molte persone mi dicono:
“Mi sono persa.”
“Sono consumata dai dubbi.”
“Non so cosa voglio.”
“Non riesco ad andare avanti.”
“Ho paura di non farcela.”
“Sono stanca di come vanno le cose.”
Forse anche tu ti sei sentita così almeno una volta.
Come se fossi ferma, o bloccata, o senza direzione.
Spesso queste situazioni vengono vissute come problemi da risolvere.
E a volte lo sono.
Ma molte volte sono anche qualcos’altro: sono passaggi.
Ci sono momenti in cui qualcosa finisce e qualcosa deve iniziare:
una relazione, un percorso di studi, un lavoro, una città.
Una famiglia che nasce o si trasforma.
Un genitore che invecchia.
Una perdita.
O semplicemente ci si guarda allo specchio e si sente che la vita che si vive non è più quella che si vuole.
Questi momenti hanno tutti qualcosa in comune: chiedono di fermarsi.
Non sempre di risolvere.
A volte di ascoltare.
La vita non ci chiede sempre di risolvere un problema.
A volte ci chiede di attraversare un passaggio.
I passaggi si vedono nel corpo
I passaggi della vita non si vedono solo nei pensieri.
Si vedono nel corpo.
Magari ti senti stanca senza motivo, dormi male, hai tensioni, agitazione.
O hai la sensazione di essere ferma, o di correre senza sapere dove.
Senti il bisogno di fermarti, ma continui ad andare avanti lo stesso.
Il corpo spesso capisce che siamo in un passaggio prima della nostra testa.
Nel lavoro che propongo, succede una cosa molto particolare: quando una persona inizia ad ascoltare il corpo e a muoversi a partire da quell’ascolto, spesso emergono immagini, ricordi, sensazioni, metafore, intuizioni che la persona non aveva pensato con la testa.
È come se dentro il corpo ci fosse un pozzo di conoscenze, immagini e significati che non appartengono alle aspettative degli altri, ma alla persona stessa.
Quando il corpo viene ascoltato, questo pozzo diventa una fonte.
Quando invece il corpo non viene ascoltato, quell’acqua diventa torbida, agitata, inquieta e spesso si trasforma in sintomi.
A volte il corpo non è stanco.
È in trasformazione.
I passaggi si vedono nelle relazioni
I passaggi della vita si vedono anche nelle relazioni.
Molte crisi di coppia, molti conflitti tra genitori e figli, molte tensioni familiari non nascono perché le persone non si vogliono più bene, ma perché qualcuno sta cambiando fase della vita e le relazioni devono riorganizzarsi.
Forse ti è capitato di sentirti dire:
“Non sei più come prima.”
“Sei cambiata.”
“Non ti riconosco.”
“Prima andava bene.”
Quando una persona cambia, inevitabilmente cambiano gli equilibri. A volte gli altri non sono pronti, a volte la persona stessa ha paura del cambiamento, a volte tutti sentono che qualcosa sta cambiando ma nessuno sa ancora come stare in questo nuovo equilibrio.
Le relazioni vanno spesso in crisi nei passaggi della vita, perché ogni passaggio chiede una nuova posizione, nuovi confini, nuovi ruoli, nuovi modi di stare insieme.
Due modi di lavorare, una stessa storia
Nel mio lavoro incontro persone che arrivano per motivi diversi.
Alcune cercano un percorso che parta dal corpo, dal movimento, dalla creatività.
Altre arrivano perché hanno problemi di relazione, conflitti, storie familiari da sciogliere.
Ma dietro richieste diverse, si nascondono quasi sempre gli stessi passaggi della vita.
Corpo e relazioni sono due strade che portano alla stessa stanza:
la storia di una persona.
E in quella stanza, la creatività è spesso la chiave che apre porte che le parole da sole non riescono ad aprire.
Nei prossimi mesi
Nei prossimi mesi parleremo dei passaggi della vita: di quei momenti in cui ci viene chiesto di cambiare, scegliere, fidarci, separarci, costruire, lasciare, fare pace.
Non li guarderemo in modo teorico o astratto, ma nel corpo, nelle relazioni e nella storia personale.
Parleremo di:
- Fiducia – quando il mondo ci sembra sicuro o minaccioso
- Autonomia – quando impariamo a dire no e a scegliere per noi
- Iniziativa – quando il desiderio si scontra con il senso di colpa
- Industriosità – quando ci sentiamo capaci o inadeguati
- Identità – quando ci chiediamo chi siamo al di là dei ruoli
- Intimità – quando possiamo essere vicini senza perderci
- Generatività – quando vogliamo lasciare un segno
- Integrità – quando guardiamo indietro e facciamo pace con la nostra storia
Perché crescere non è una questione di età.
È una questione di passaggi.
Ci sono momenti della vita in cui non siamo più quelli di prima ma non siamo ancora quelli che diventeremo.
E in mezzo, spesso, ci si sente persi.
Confusi. Stanchi. Fuori posto.
Ma non è sempre il segno che stai sbagliando strada.
A volte è il segno che stai crescendo.