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Dare spazio al proprio sentire

Quando andare avanti è diventato più importante che fermarsi

Succede in modo quasi automatico.

Un fastidio. Una delusione. Una stretta allo stomaco.

Poi una frase breve, pratica:

«Va bene, lasciamo perdere.»
«Non è importante.»
«Ci penso dopo.»

E l'emozione viene accorciata. Non negata. Solo… superata in fretta.

Quando funzionare diventa necessario

Alcune persone imparano presto che fermarsi non è un’opzione.

Se l’ambiente intorno è instabile, se le emozioni degli adulti sono intense o imprevedibili, qualcuno deve mantenere il filo delle cose.

Occuparsi delle questioni pratiche.  Riorganizzare.  Mediare.  Andare avanti.

In quei contesti, dare troppo spazio al proprio sentire può sembrare un lusso.

La priorità è che le cose funzionino.

E quella competenza — la capacità di reggere, sistemare, organizzare — diventa una forza.

Quando la forza diventa fatica

Il problema non nasce allora.

Nasce oggi.

Quando quella stessa rapidità nel “passare oltre” inizia a pesare.

Quando ti accorgi che:

· sei sempre tu a tenere insieme le situazioni

· ti occupi delle emozioni degli altri prima delle tue

· ti senti stanca senza sapere esattamente perché

Non è debolezza.  È un segnale.

La modalità che ti ha permesso di funzionare non sempre ti permette di riposare.

L’esperienza accorciata

Prova a osservare questo movimento.

Succede qualcosa.  Senti qualcosa.  E subito attivi una soluzione.

È come se tra l’emozione e l’azione non ci fosse spazio.

Ma è proprio quello spazio che manca.

Non per diventare più intense.  Non per drammatizzare.

Solo per riconoscere:

“Questo mi ha toccata.” 
“Questo mi ha fatto male.” 
“Questo mi ha irritata.”

Senza doverlo sistemare immediatamente.

Dare spazio non è perdere efficienza

Spesso c’è una paura implicita:

Se mi fermo, perdo il controllo.  Se mi soffermo, tutto si complica.

In realtà, dare spazio al proprio sentire non significa smettere di funzionare.

Significa permettere all’esperienza di completarsi, invece di interromperla.

Un respiro in più.  Un minuto in più.  Una frase interna che non sia subito operativa.

Un gesto semplice

La prossima volta che ti accorgi di aver detto “va bene, lasciamo perdere”, prova a fermarti un istante.

Chiediti:

· Cosa stavo sentendo un attimo prima?

· Dove lo percepisco nel corpo?

· Posso restare qui qualche secondo, senza fare nulla?

Non devi cambiare nulla.  Non devi affrontare qualcuno.  Non devi prendere decisioni.

Stai solo concedendo spazio.

A volte la stanchezza non nasce da ciò che fai per gli altri. 

Nasce da quanto poco spazio lasci a ciò che accade dentro di te.