Il rilascio come processo corporeo
L’autunno è spesso associato al lasciar andare.
Le foglie cadono. I rami si alleggeriscono.
Ma nel corpo, il rilascio non è un gesto poetico.
È un processo. Non sempre possiamo decidere cosa lasciare.
A volte possiamo solo osservare cosa si sta già staccando.
Lasciare andare non è un atto di volontà
Nella nostra cultura, il “lascia andare” viene spesso proposto come soluzione.
Lascia il passato. Lascia la rabbia. Lascia la paura.
Ma il corpo non funziona per slogan.
Se una tensione resta, è perché sta svolgendo una funzione.
Prima di rilasciare, possiamo chiederci:
Cosa sta proteggendo questa tensione?
Non tutto deve cadere ora
L’autunno non obbliga ogni foglia a staccarsi nello stesso giorno.
Allo stesso modo, non tutto ciò che porti è pronto a cadere.
Forzare un rilascio può aumentare la rigidità.
A volte il lavoro non è lasciare andare. È riconoscere cosa stai ancora tenendo e perché.
Se senti che qualcosa in te è teso, prova a non chiederti subito come liberartene.
Chiediti: È pronto a sciogliersi? Oppure ha ancora bisogno di esistere?
Il corpo non si trasforma per pressione. Si riorganizza quando percepisce sicurezza.